Estratti dal documento “L’utilizzo degli infrarossi per riscaldamento” realizzato dall’Ing. Francesco Veronese (prima emissione: 09 Novembre 2012 / ultima revisione: 31 Ottobre 2013).

Riscaldamento elettrico ad infrarossi e persone allergiche i asmatiche

Dalla tecnologia di riscaldamento a infrarossi sono interessate principalmente le persone allergiche a causa della polvere in casa.
Allergia verso la polvere domestica significa aumento della sensibilità e reazione allergica relativa agli acari, che possono provocare rinite, prurito e asma allergica.

Questa reazione del sistema immunitario potrebbe essere provocata non solo direttamente attraverso la polvere domestica, ma anche attraverso gli escrementi degli acari che vivono nella polvere.
Questi escrementi sono conglobati dalla polvere domestica e portati in rotazione nell’ambiente dai moti convettivi.

Quando la convezione è una parte ridotta del principio di funzionamento del sistema di riscaldamento si ottiene quindi un beneficio per le persone allergiche.

In particolare, il riscaldamento con pannelli radianti infrarossi ha il più basso livello di convezione tra gli impianti di riscaldamento. (1)

Durante il test eseguito dall’università di Kaiserslautern, le valutazioni soggettive da parte di residenti e visitatori nella casa riscaldata con impianti riscaldamento ad infrarossi, sono state:

  • nessuna polvere profumo / odore riscaldamento, questa struttura è stata osservata
  • positivamente da persone con asma, che hanno rappresentato una gran parte dei visitatori;
  • piedi caldi (a differenza della sola convezione);
  • aria fresca;
  • calore piacevole;
  • assenza di formazione di muffe.

La conclusione generale è che l’essiccazione delle pareti contrasta la formazione di muffe e di tutti i problemi di salute collegati.

Limiti di esposizione

Caso 1

Lunghe esposizioni dell’occhio a potenze per unità di superficie elevate, possono provocare lesioni termiche della cornea, del cristallino e possibili effetti sulla lente dell’occhio (catarattogenesi).
Per evitare tali danni la radiazione infrarossa (770 nm < ? < 3 ? m) deve essere limitata a 100W/m2 (10mW/cm2) per periodi di lunghe esposizioni ( > 1.000 s). (2)

Tali indicazioni sono prescritte per la progettazione delle saune infrarossi, quindi elevate potenze per unità di superficie a distanze ravvicinate; in un sistema di riscaldamento ad infrarosso, parliamo di elevate potenze per unità di superficie, ma in una abitazione o in un ufficio le persone si trovano sempre a distanza minima di sicurezza dai pannelli. Prima comunque di poter provocare danni alla vista, i recettori di calore presenti sulla pelle di un individuo lo fanno allontanare dalla fonte di infrarosso.

Caso 2

Altre lesioni indicate dall’ICNIRP sono riferite a possibili scottature della pelle a contatto o in prossimità di una fonte di infrarosso, ma i pannelli Celsius si attestano a regime su temperature intorno ai 70°C.
I pannelli radianti infrarossi hanno un raggio di apertura dell’infrarosso di 30°, quindi allontanandosi dal pannello, la potenza specifica per unità di superficie decresce col quadrato della distanza (come tutte le onde elettromagnetiche).

Calcolo della distanza minima di sicurezza per i Pannelli Celsius

Pannelli radianti a piena potenza

Pannelli radianti a regime a metà potenza

 

Si ottiene che, al massimo della potenza, si rientra nelle linee guida ad una distanza di 55 cm, mentre con impianti riscaldamento a regime (metà potenza impiegata per una abitazione di classe di isolamento D con -5°C esterni e +20°C interni) bastano 35 cm.
Come già detto il maggiore danno che possono provocare le radiazioni infrarosse di tipo “C” sono le lesioni termiche della cornea e del cristallino
.

In una abitazione o in un ufficio per periodi di lunghe esposizioni ( > 1.000 s), la distanza che abitualmente viene tenuta dai pannelli radianti è sicuramente superiore a 35 / 55 cm anche perché a queste ridotte distanze il calore percepito è tale da indurre la persona ad allontanarsi dal pannello, come si faceva per il fuoco nel caminetto o i radiatori ad 80°C del passato.

I sistemi di riscaldamento a infrarossi, anche se tenuti accesi 24 ore al giorno, non forniscono mai tutta l’energia che può essere generata da una sauna ad infrarossi in 15 minuti. Quindi l’energia non può essere mai dannosa, ma può produrre parzialmente gli stessi effetti benefici.


(1) ANPA : “I-LCA Banca dati italiana a supporto della valutazione del ciclo di vita”, ottobre 2000.

(2) ICNIRP Statement On Far InfraRed Radiation Exposure – December 2006, Volume 91, Number 6